ATTI DEL CONVEGNO

 

REGIONALIZZAZIONE DEI CONTRATTI DEL PUBBLICO IMPIEGO IN VALLE D’AOSTA: LE RAGIONI STORICHE

            Il SAVT, fin dai primi anni della sua costituzione, si è battuto per assicurare ai valdostani un posto di lavoro in Valle d’Aosta in grado di dare dignità ai lavoratori, garanzia di sviluppo sociale ed economico per la nostra comunità.
Altro punto cardine dell’azione sindacale della nostra Organizzazione e nostro principio statuario è la difesa e la promozione degli interessi economici, professionali, culturali e linguistici dei lavoratori della V.D.A. e il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli stessi.
Come SAVT abbiamo sempre operato per il superamento e la trasformazione radicale delle strutture economiche e politiche al fine di realizzare un federalismo integrale.
Il nostro Federalismo è basato sull’impegno di costruire una società pacifica e democratica che consenta ad ogni popolo di affermarsi e svilupparsi pienamente, organizzandosi istituzionalmente secondo le proprie esigenze, in un contesto nel quale ogni individuo possa anch’esso svilupparsi in solidarietà con gli altri individui, in uno spirito di tolleranza: una società democratica caratterizzata da un’omegeneità storica, culturale, geografica ed economica, aperta alle altre comunità, capace di integrare gli altri con il rispetto delle reciproche culture. Il Federalismo diventa, quindi, la strategia per armonizzare situazioni tanto diverse in una società nuova che concepisce i rapporti fra i popoli e l’equilibrio dei loro interessi e della loro identità sulla base della cooperazione.
È dunque in questo contesto storico-culturale e politico che il SAVT si è sempre battuto per una piena applicazione del nostro Statuto d’Autonomia.

 

LO STATUTO D’AUTONOMIA

L’Art. 2 dello Statuto della Valle d’Aosta del 1948 recita che la Regione ha potestà legislativa in materia di ordinamento degli uffici e degli enti dipendenti della Regione e sullo stato giuridico ed economico del personale.
Fin dal 1948 non vi fu dubbio interpretativo che la Regione avesse il diritto di normare l’assetto giuridico-economico del personale alle sue dipendenze; molto più contrastato fu ed è l’interpretazione dell’espressione “ente dipendente della Regione”.
Tant’è che per la scuola solo nel 1975, con il DPR n° 861, si attuarono concretamente i ruoli regionali per i docenti delle scuole valdostane, conservando, però, contrattualmente le normative nazionali, questo anche per una scelta precisa di politica sindacale svolta dal sindacato confederale (CGIL e CISL) oltre che dallo SNALS, che ritenevano giusto mantenere un contratto nazionale a maggiore garanzia (citando, ad esempio, i trasferimenti sul territorio nazionale) per i docenti valdostani.
Per quanto concerne l’ambito sanitario, possiamo affermare che fino alla metà degli anni ottanta non si è aperto un forte dibattito sulla possibile regionalizzazione del contratto sanitario, benché la regione avesse competenze specifiche di integrazione e di attuazione delle normative nazionali come previsto dall’Art. 3 del nostro  Statuto d’Autonomia. 
(Da evidenziare che fino alla fine degli anni 70 l’ospedale regionale era sotto il controllo dell’ordine Mauriziano).

 

 

 

LA REGIONALIZZAZIONE DEL CONTRATTO DELLA SANITÁ

Il settore della sanità è comunque oggi il più adatto per analizzare il processo di cambiamento in atto che evidenzia come lo Stato sia impegnato a decentrare e a  dare  il potere normativo e amministrativo in ambito sanitario alle Regioni, mantenendo a livello centrale il solo potere di controllo e di indirizzo programmatico.
È la riforma costituzionale del 2001 che rende possibile questo cammino.
Con la “ devolution” si modifica l’Art.117 della Costituzione e con essa viene demandata alle Regioni “la potestà legislativa esclusiva” dell’assistenza e dell’organizzazione sanitaria.
Questo non può non creare un decentramento delle responsabilità in campo sanitario, facendo assumere a tutte le  Regioni italiane il ruolo di organizzatore e gestore dei servizi sanitari, coinvolgendo altresì gli altri organi territoriali (comuni, province) nella programmazione e gestione del servizio sanitario.
Ecco, quindi, che inevitabilmente a livello regionale (in particolar modo nelle Regioni a statuto ordinario) si evidenzia una necessità di uscire dal contratto collettivo nazionale di lavoro proponendo una contrattazione regionale in grado di rispondere più efficacemente alle nuove esigenze.
I diversi obiettivi programmatici e gestionali delle varie regioni portano inevitabilmente alla necessità di regolare i rapporti di lavoro con i dipendenti del settore attraverso una contrattazione regionale, mirata a soddisfare i diversi bisogni territoriali.

 

 

 

LA VALLE D’AOSTA

È chiaro che  in questo contesto nazionale, a maggior ragione, per una regione a statuto autonomo come la nostra diventa prioritario aprire un serio dibattito e confronto per una regionalizzazione del contratto del pubblico impiego della sanità.
La Valle d’Aosta già oggi provvede con proprie risorse al finanziamento globale del sistema sanitario regionale; diventa anacronistico   pensare che non debba dotarsi di un proprio contratto di lavoro che renda la sanità regionale più efficiente, con più servizi e possibilmente con minori costi, con più controlli sulla qualità dei servizi erogati, più rispondenti ai bisogni di una popolazione alpina che per la sua configurazione geografica territoriale ha particolari esigenze e necessità di più capillari strutture ospedaliere e territoriali.

Se con la realizzazione della “devolution” non esisterà più un unico cammino per delineare compiutamente le politiche sanitarie in Italia, non possiamo non manifestare la necessità prioritaria per il SAVT di riaffermare la validità dell’Art. 32 della nostra Carta costituzionale che sancisce il diritto di tutti i cittadini repubblicani alla tutela della salute.
Siamo quindi, favorevoli che siano salvaguardati e stabiliti a livello centrale i livelli minimi di assistenza e di cura, garantendo normativamente il rispetto dei principi sovrani costituzionali a cui le Regioni dovranno dare il massimo peso nella espressione della propria politica di programmazione sanitaria, avendo però a livello regionale la possibilità, anche contrattuale, di regolare le proprie esigenze per soddisfare le diverse realtà territoriali.

 

 

IL CONTRATTO SCUOLA E LE PROBLEMATICHE REGIONALI.

Perché oggi abbiamo l’esigenza di un contratto della scuola regionale?
Le problematiche concernenti il contratto dei docenti valdostani sono sicuramente meno complesse, nella sua applicabilità, di un futuro contratto della sanità valdostana, essendo il comparto sicuramente più omogeneo.
Primo fatto d’analisi è che oggi nel mondo della scuola in Valle d’Aosta già si applicano due contratti: uno per il personale insegnante, nazionale, ed uno per il personale scolastico ATAR, ausiliario, tecnico, amministrativo che fa riferimento al contratto collettivo regionale del pubblico impiego.
Questa anomalia rispetto al resto del territorio nazionale (Sud-Tirolo e Trentino esclusi) è dovuto che dalla sua nascita la Regione Valle d’Aosta ha alle sue dipendenze dirette il personale ATAR e nessuno ha mai messo in dubbio questa sua prerogativa. Non cosi è stato per il corpo docente al quale fino ad oggi, malgrado i ruoli regionali regolati da DPR n° 861del 1975, è stato applicato il contratto scuola nazionale.
Oggi la scuola valdostana è interamente finanziata dal bilancio regionale e numerose sono le integrazioni al contratto nazionale regolato con leggi regionali, come ad esempio l’indennità di lingua francese, per maggior orario, stabilito dalla legge regionale n° 1 del 1968 che eroga benefici economici rilevanti al corpo docente della scuola primaria.

 

 

 

REGIONALIZZAZIONE DEL CORPO DOCENTE

Se il nuovo Governo Regionale intende rispettare il proprio programma di legislatura che prevede la regionalizzazione del contratto della scuola valdostana, è chiara la necessità di avviare una profonda analisi di costi e benefici da conglobare in una unica normativa di riforma contrattuale regionale attraverso una nuova norma di attuazione, che elimini le contraddizioni del DPR 861/1975 che costituisce di fatto impedimento ad una piena potestà legislativa e di conseguenza contrattuale della Regione nel comparto scuola.
Per noi una contrattazione regionale deve essere condivisa tra le parti in causa: corpo docente, sindacati che lo rappresentano, Governo e Consiglio Regionale.
Un percorso condiviso  già sperimentato con la riforma scolastica gestita in Valle  dalla legge 18/2005 che ci da la possibilità di decidere annualmente gli organici di ogni ordine e grado scolastico, garantendo l’apertura delle scuole di alta montagna che sono elemento essenziale di cultura e di “enracinement” delle nostre genti al proprio territorio.
Le esperienze scolastiche di applicazione di un contratto regionale come quello di Trento e Bolzano dimostrano, visti i risultati fino ad oggi da loro conseguiti, che il sistema locale e la regionalizzazione contrattuale è la giusta risposta per valorizzare il corpo insegnante, incrementando le professionalità esistenti.
Le contrapposizioni, esclusivamente ideologiche, non hanno, a nostro avviso, nessun motivo di esistere. Nessuno ed, in particolare il SAVT, vuole attentare “all’unicità del sistema nazionale d’istruzione” e alcune recenti prese di posizione dei Segretari Nazionali scuola di CGIL, CISL e UIL sulle recenti competenze in materia d’istruzione alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, sono il frutto di una analisi storica che oggi non esiste più, in una Italia profondamente diversa da quella del dopoguerra e degli anni del miracolo economico, che necessita oggi di realizzare un federalismo e un decentramento istituzionale capace di rilanciare le dinamiche economiche locali e territoriali per garantire uno sviluppo sostenibile dell’intero paese.

È a noi chiara la necessità di garantire omogeneità di studi e spendibilità di titoli e diplomi a tutti gli studenti valdostani.
Così come è necessario garantire omogeneità di trattamenti sia giuridici che economici a tutti i docenti.
Un contratto regionale potrà e dovrà essere esclusivamente migliorativo dell’attuale e dei futuri contratti nazionali.

Non possiamo nasconderci che questo vorrà e vuole dire maggiori costi a carico del bilancio regionale che devono essere riassorbiti da una maggiore qualità dell’insegnamento e della formazione professionale dei nostri docenti a fronte probabilmente anche di maggiore disponibilità oraria dei nostri insegnanti.

Riteniamo che una contrattazione regionale del comparto scuola ci dia la possibilità di armonizzare gli squilibri oggi esistenti tra i vari gradi di istruzione valdostana.
Non è più sostenibile che i docenti di scuola secondaria superiore e media abbiano compensi inferiori agli emolumenti della scuola primaria, a cui fortunatamente applichiamo integrativi economici regionali.
Armonizzare è per noi sinonimo di equilibrio dell’intero sistema scolastico ed è per questo che anche alla Dirigenza Scolastica della nostra regione deve essere applicato, come sosteniamo da tempo, nella parte economica, il contratto della dirigenza del C.U.P.I. Valdostano.
Sarà poi una contrattazione di primo livello regionale (in ARRS) a determinare un corretto sviluppo delle prerogative e delle professionalità dirigenziali scolastiche e l’assetto giuridico-normativo delle stesse.

I TEMPI, I MODI, GLI STRUMENTI PER REALIZZARE UN CONTRATTO REGIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO IN VALLE D'AOSTA

Un punto fermo per un percorso condiviso sulla contrattazione regionale è che la Regione Autonoma Valle d’Aosta deve dotarsi di una legge che regoli la rappresentanza e la rappresentatività del sindacato sul suo territorio.

Senza una corretta analisi delle forze in campo diventa, come avviene oggi, impossibile constatare la reale rappresentatività sindacale nella nostra regione. Regole certe che permettano di esercitare la rappresentanza in maniera corretta e democratica e dare valore aggiunto a quelle organizzazioni che rispettano le regole dell'informazione, della concertazione e della contrattazione, che restano per la contrattazione regionale i tre pilastri fondamentali del nostro agire sindacale.

I TEMPI E I MODI PER REALIZZARE LA CONTRATTAZIONE REGIONALE.

Abbiamo appena iniziato la nuova legislatura regionale. Davanti a noi abbiamo un quinquennio che auspichiamo di stabilità politica per impostare un corretto cammino di confronto tra le sigle sindacali, tra le OOSS e il Governo Regionale, con i nostri iscritti e simpatizzanti.

Entro fine 2008 vorremmo un primo generale incontro con il Governo Regionale e con gli amici Confederali.

Nel 2009 aprire la discussione e presentare progetti concreti ed iter legislativi definiti.

Nel 2010 aprire in ARRS la discussione sui nuovi contratti regionali.

Nel 2011 dare attuazione ai nuovi accordi regionali sottoscritti.

 

 

GLI STRUMENTI

 

Non può non essere sottolineata l'urgente necessità, più volte da noi sottolineata, che un’apertura contrattuale regionale nei settori scuola e sanità deve necessariamente comportare un potenziamento delle strutture della contrattazione territoriale regionale. 
L’Agenzia per le Relazioni Sindacali Regionali (ARRS), creata con la legge Regionale 45/1995, non può essere strutturata come oggi. Va previsto un potenziamento dell'organico, già oggi ampiamente insufficiente. L'organo politico preposto alla sua gestione deve considerare che l'ampliamento di organico e l'acquisizione, se necessario, di professionalità specifiche nel campo del lavoro e della contrattazione, sono elementi fondamentali per creare i presupposti ad una corretta concertazione e contrattazione del pubblico impiego in Valle d’Aosta.

Sarebbe oggi impensabile dare competenze contrattuali all’ARRS nei settori scuola e sanità con l’attuale organizzazione.

Stesso discorso credo valga per le OO.SS. Confederali. In primo noi come SAVT dobbiamo cominciare a lavorare al nostro interno per creare nuove professionalità sindacali capaci di far fronte alle nuove esigenze contrattuali.
Una cosa è gestire una contrattazione integrativa, di secondo livello,  un’altra è avere una competenza di primo livello (come oggi per il CUPI) che amplia enormemente le responsabilità contrattuali e le sue complessità.

 

 

Il SAVT – COMPARTO PUBBLICO

Oggi la nostra organizzazione presenta di fatto tre categorie distinte del pubblico impiego in Valle d’Aosta:

Il SAVT-fonction publique     (Regione, CM, Comuni e tutti gli enti del comparto  regionale previsti dalla Legge 45/95)

Il SAVT-Santé                        (che rappresenta tutto il mondo sanitario ed enti ad essi collegati, compresa l’ARPA)

Il SAVT-École                        (che rappresenta tutto il sistema pubblico e privato dell’insegnamento in Valle d’Aosta)

Una prima proposta è di creare  il coordinamento SAVT del P.I.  in VDA.
Creare una Segreteria generale  F.P. che inizi un lavoro di collaborazione e di informazione tra i Segretari di Categoria, i tre direttivi e i nostri iscritti ed elabori un percorso possibile di proposte operative per giungere ai contratti regionali di scuola e sanità.

 

 

 

 

 

CONCLUSIONI

La regionalizzazione dei contratti delle P.A. in Valle d’Aosta deve consentire un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini valdostani. Le tre “E” bassaniniane, efficienza, efficacia, economicità devono essere non solo uno slogan ma un percorso di correttezza contrattuale.
A fronte di una maggior spesa economica non può esserci che una maggior qualità dei servizi offerti.
Per fare questo occorre avere nuove idee su come organizzare il sistema premiante e di controllo dei risultati che oggi sono presenti nei nostri contratti.

Dobbiamo richiedere con forza un “nuovo modo di lavorare” nella P.A. valdostana. Un nuovo sistema di interazione tra Dirigenza e categorie, nuovi strumenti che permettano al lavoratore pubblico di sentirsi parte di un progetto condiviso per dare corrette risposte agli utenti valdostani.

La necessità inderogabile di riscrivere le norme sullo stato giuridico ed economico, nonchè organizzative previste dalla L.R.45/95, non è più rimandabile e le nuove norme devono diventare l’indirizzo con cui affrontare i contratti regionali di sanità e scuola.
Proporre il contratto regionale della P.A. in VDA significa delineare, dal punto di vista del nostro sindacato nuovi rapporti nel mondo del lavoro pubblico, un nuovo rapporto di confronto con le forze imprenditoriali e politiche con il fine ultimo di equilibrare gli interessi tra le diverse parti sociali e politiche, nel rispetto delle necessità, delle esigenze e della rappresentanza di ciascuna categoria.

 

In ultimo le assunzioni di responsabilità degli Amministratori regionali, coordinatori degli indirizzi, delle risorse economiche e organizzative destinate al funzionamento contrattuale (indirizzi di organizzazione e compatibilità economiche all’ARRS) saranno trasparenti, questi ultimi non avranno più alibi per trincerarsi dietro la scusa dei “contratti nazionali” per gestire una più efficace politica contrattuale.
Dovranno rispondere direttamente ai cittadini valdostani, come fino ad oggi ha fatto il Sindacato, che valuteranno il loro operato sulla base delle proprie esperienze maturate nell’utilizzo dei servizi erogati dalla amministrazione pubblica valdostana.

Regionalizzazione per il nostro sindacato è sinonimo di maggior efficienza e qualità dei servizi, semplificazione burocratica e amministrativa, assunzione in prima persona di responsabilità collettive e individuali, maggior controllo di gestione degli enti e dei settori interessati, riduzione degli sprechi e quindi minor costi gestionali generali.

Settembre 2008