|
Altolà del Welfare ai contratti collettivi nazionali
di lavoro che disciplinano il nuovo apprendistato senza attendere
la regolamentazione delle Regioni. Per la messa a regime
dell’apprendistato, previsto nelle sue tre tipologie dalla riforma
Biagi (il Dlgs 276/03) in sostituzione dei "vecchi" contratti di
formazione e lavoro, bisognerà dunque attendere l’intervento degli
enti territoriali. È questo il monito lanciato con la
circolare n. 40, firmata il 14 ottobre dal ministro del
Lavoro, Roberto Maroni, che intende mettere paletti ai Ccnl
difformi dalla riforma Biagi e, allo stesso tempo, "stimolare" le
Regioni affinché adottino le linee guida per far decollare
l’istituto dell’apprendistato (si veda l’articolo sotto).
E a un anno esatto dall’entrata in vigore della riforma Biagi, il
24 ottobre, il ministero del Lavoro ha l’intenzione di emanare
almeno altri due provvedimenti: la circolare sulle «misure di
incentivazione del raccordo pubblico e privato» previste
dall’articolo 13 del decreto legislativo 276/03 e il decreto sul
lavoro a chiamata (job on call), in sostituzione del mancato
accordo tra le parti sociali. Oltre all’anniversario
dell’attuazione della riforma Biagi, inoltre, il 24 ottobre segna
anche la fine delle vecchie co.co.co. che non possono essere
ricondotte a un progetto (salvo in caso di accordo sindacale
aziendale di transizione fino al 24 ottobre 2005) e su cui i
sindacati lanciano già segnali di allarme.
Circolare di raccordo pubblico-privato. I
chiarimenti che saranno forniti dal Welfare a breve riguardano gli
incentivi previsti per gli operatori privati che si adoperino
all’inserimento o al reinserimento nel mercato del lavoro dei
soggetti svantaggiati. L’obiettivo è quello di estendere in Italia
un modello già sperimentato in alcuni Paesi europei di «presa in
carico» da parte degli operatori privati dei lavoratori più
deboli. Infatti, a questo fine l’articolo 13 del decreto
legislativo 276/03 prevede due tipologie di incentivi per le
agenzie autorizzate alla somministrazione di lavoro: potranno
operare in deroga al regime generale della somministrazione di
lavoro (a patto che vi sia un piano individuale di inserimento per
il lavoratore svantaggiato basato sulla formazione fornita da un
tutor) e sottrarre dallo stipendio dovuto al lavoratore quanto
eventualmente percepito a titolo di ammortizzatore sociale (per
esempio indennità di mobilità o di disoccupazione).
Il job on call. È in arrivo il decreto che
individua i casi "veri e propri" per poter far ricorso al lavoro a
chiamata. Delle tre forme di job on call previste, infatti, solo
due sono già operative in via sperimentale senza che vi sia stato
bisogno dell’intervento della contrattazione collettiva (1
per i disoccupati con meno di 25 anni di età o per i lavoratori
con più di 45 anni espulsi dal ciclo produttivo o iscritti alle
liste di mobilità e di collocamento; " 2 per le
prestazioni fornite da tutti i lavoratori nel fine settimana, nei
periodi delle ferie estive o delle vacanze natalizie e pasquali).
Per individuare la terza forma di ricorso al lavoro intermittente
era necessario l’intervento dei contratti collettivi stipulati
dalle parti sociali. Accordo che non è, appunto, arrivato nei
tempi previsti dal Dlgs 276/03 e che ha previsto l’intervento del
Welfare con il decreto di prossima emanazione.
I sindacati sulle co.co.co. Per i sindacati il 24
ottobre arriverà un nuovo «allarme» lavoro per i circa 2,5 milioni
di co.co. co. Per Davide Imola, segretario nazionale del Nidil (Cgil),
a luglio, le nuove partite Iva sono state 8 milioni, un milione in
più rispetto al dicembre scorso. «Questo significa — ha denunciato
— che moltissime aziende hanno chiesto ai lavoratori di figurare
come autonomi, costringendoli ad aprire una partita Iva». Per la
Uil, Fabio Canapa ritiene che «nonostante il giudizio iniziale che
vedeva con ampio favore una maggiore regolazione dei co.co.co, per
come sono andate avanti le cose e i rapporti tra i datori e
lavoratori, è facile pensare che non succederà nulla di
trascendentale e che si ricorrerà alla proroga».
19 ottobre 2004 |